giovedì 20 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
The LongJ - Raggio Katarana (2011)
Un guizzo sincero, vitale e senza clichè di sorta. Ecco, i Long J. La musica parla d'esperienza e di voglia di riscatto sugli anni tramite la semplice alchimia di chitarra e batteria. Adolfo Macrì (chitarra/voce) e Marco Riccioli (batteria/voce) calcano le scene da parecchi anni con le rispettive band:Plank, New Fast, 100% e Spriggan. Questo malloppo consegnato dal loro passato si ripercuote orgogliosamente nel loro primo lavoro "Raggio Katarana" (2011), quarta uscita nel catalogo Edwood Records. Etichetta gestita dallo stesso Marco Riccioli, e che negli anni ha prodotto con coraggio e determinazione Spriggan, H.C.-B. e Diane And The Shell. "Raggio Katarana" attinge la sua forza dal rock di Chicago e da un garage che ha messo di lato le inquietitudini adolescenziali per spararci dritto in faccia il motto: "Siamo ancora qui e più vivi di prima". Il tutto è stato registrato da Sacha Tilotta (batteria Three Second Kiss) presso lo studio itinerante "Dreams Factory Analog Studio" nel 2008. Nel 2009 ricevono la benedizione del mastering da parte di Bob Weston (basso/chitarra Shellac). Infatti, ma non per caso, Shellac, Uzeda e gli anni novanta aggiornati dagli anni zero sono solo le prime chiavi di "lettura" per un disco che si fa ascoltare quasi tutto di un fiato. Muntagna, Jimi Stevie Ray, You and I, Raggio Katarana ed Etna a parere personale rappresentano alla meglio il comparto dell'album. Tra distorsioni al fil di rasoio albiniane, ritmi cadenzati e d'impatto della batteria: la voce di Adolfo Macrì è tutta lì, tra il suadente e lo schizo irriverente non ti lascia stare, ti vuole. Questo è rock 'n' roll, questi i Long J, immensi e potenti come un Etna in eruzione, desiderano il tuo corpo, il tuo sudore e sopratutto il tuo orecchio. Prego, prego, signori avvicinatevi!
https://www.facebook.com/pages/The-LongJ/125408084207464
http://www.myspace.com/thelongj
http://youtu.be/foxN1MSxbEU
http://www.youtube.com/user/edwoodrecords
http://edwoodrecords.altervista.org/main...
Recensione personale tratta da Clap Bands Magazine
martedì 9 agosto 2011
The Great Saunites, "Delay Jesus '68" ep
Montagne lisergiche in azione. Cavalcate elettriche nella miglior tradizione psichedelica. I Great Saunites la sanno lunga sul loro suono ed aggiungono al loro repertorio questo gioiellino di heavy-psych, un pò kraut ed un pò space rock, denominato "Delay Jesus '68" (Hypershape Records/Il Verso del Cinghiale Records - 2011) dopo la prima prova "TGS" (2010). La formula è apparentemente semplice: un duo basso/batteria, effetti calibrati ed un lungo divenire compositivo pieno di sorprese tra fermate, risalite e tribalismi percussivi. Esalta pensare la loro miscela sonica come un incontro tra i Can del primo periodo (non a caso il nome dell'album cita una delle prime prove dei Can chiamato "Delay '68"), gli Sleep, i Pink Floyd '68-'71, i Motorpsycho più acidi e psiconauti e trasognanti reminiscenze stoner. La descrizione darebbe da pensare a qualche sperduto gruppo nella vasta provincia americana ma qui siamo in Italia ed esattamente a Lodi. Credo che Atros - basso e Kandur Layola - batteria siano fieri del loro sound dato che il genere in Italia non va tanto per la maggiore, occupati come siamo a seguire le mode del momento. Ma il risultato mi dice che qui il coraggio di osare da parte dei ragazzi c'è ed eccome. Quindi, sempre avanti ed oltre come un panzer che sogna le nuvole, guardandole.
1. Tanit
2. Golden Mountain
3. Delay Jesus '68
Recensione personale da Claps Bands Magazine:http://clapbands.blogspot.com/2011/08/great-saunites-delay-jesus-68-ep.html
martedì 3 maggio 2011
Squadra Omega - Squadra Omega (2010) - Holidays Records
Dopo i due Ep "Rennes le Chateau" (2008) e "Tenebroso" (2009), sempre contrassegnati da un impatto visionario psichedelico, gli Squadra Omega ci consegnano questo album in cui il concetto di jam viene in un certo modo deviato verso qualcosa di più strutturato e meno improvvisato. Perché è da qui che vengono i nostri monaci satanassi veneti dove nel mentre preparano una pozione da rito esoterico in cui gli ingredienti da mescolare, in maniera alquanto calibrata, sono Kraut, Free-Jazz, Space rock e se non eccedo un tocco di ambient analogica che ha tutto il suo lento perché in un uso meditato di synth d'annata. Queste composizioni ci trasmettono un carisma che sta tra una certa affiatata follia, che s'impone come tratto caratteristico in tutto l'album, e la voglia di trasmettere sensazioni schizofreniche da comuni post-sessantottine. Come disdegnare pezzi tra loro diversi, ma di sicuro impatto, che muovono il loro baricentro tra momenti di dilatata contemplazione e fulgori rock-jazz? Da non tralasciare la sezione ritmica, non per dire, che fa il suo dovere macinando ritmi mantrici in un continuo divenire. Infatti, non mi è possibile nascondere l'amore sonico provato per traccie come "Ermete" e "Hemen Hetan! Hemen Hetan!", a mio parere le migliori dell'album. Infine, prospettando delle probabili influenze, mi vengono alla mente gli Hawkwind di "In Search Of Space", gli Art Ensemble Of Chicago ed una giornata settembrina dove alcune sostanze psicotrope sono state usate per uccidere un po' di noia. Bon voyage! Space is the place.
P.
1. Murder In The Mountains
2. The Mistery Of The Deep Blue Sea
3. Hemen Hetan! Hemen Hetan!
4. Ermete
5. All The Words You Can Find
Assaggialo
Respect the artist, buy the album
venerdì 25 marzo 2011
The Gris Gris - For The Season (2005) - Birdman Records
Ecco, ci vado giù di soggettività. Ascoltare "For The Season" mi trasmette un'anima giocosa, romantica, intima ma sopratutto psichedelica. Un album-scrigno che esce per la Birdman Records, sagace etichetta statunitense, che porta avanti una promozione che sa sicuramente il fatto suo in termini di sonorità e scena musicale, pensiamo ai nomi più altisonanti che "militano" in quell'area: The Warlocks e Boredoms su tutti.
I quattro californiani ci consegnano questo flusso sonoro che spazia tra momenti di rumorosa psichedelia come l'introduttiva dichiarazione d'intenti "Ecks Em Eye" dove i Pink Floyd barrettiani interstellari la fanno da padrone, e la concreta giostra sonora di "The Non-Stop Tape". Un attimo di stasi graziante ci è donato dall'organetto vellutato e leggiadro in "Medication #4", in cui la melodia è un dolce ed enfatico invito alla calma. La creatività dei quattro va ben oltre i bozzetti di rumoristica e le tape concrete, l'originalità sta proprio nelle inarrivabili "Big Engine Nazi Kid Daydream", "For The Season" , la cadenzata giocosità di "Down with Jesus" e la malinconia nebbiosa in cui si avvolge "Cuerpos Haran Amor Extrano". Sono esempi, bozzetti, di un'arte riflessiva (astratta) ma allo stesso tempo divertita e divertente che riesce a fatica a restare ferma sui suoi passi, libera e dadaista per come è, ci ricorda come sempre che la musica nel suo essere ha qualcosa di indefinito e di incodificato. Ecco, diciamo. Over the hills and far away and love.
1. Ecks Em Eye
2. Peregrine Downstream
3. Cuerpos Haran Amor Extrano
4. Down With Jesus
5. Big Engine Nazi Kid Daydream
6. Year Zero
7. The Non-stop Tape
8. Medication #4
9. Skin Mass Cat
10. Pick Up Your Raygun
11. Mademoiselle Of The Morning
12. For The Season
Assaggialo
Respect the artist buy the album
lunedì 17 gennaio 2011
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
“Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali [citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”]
La strategia della distrazione - Noan Chomsky (via koolinus)
si ri-ri-rirebloggah..
(via curiositasmundi)
lunedì 10 gennaio 2011
Classifica di ascolti goderecci 2010
Per la gioia o per il dolore di voi tutti ho perso un pò del mio tempo e ho stilato una classifica relativa ai 15 dischi che mi hanno più o meno colpito durante questo strano e catartico duemiladieci. La classifica è divisa in due parti: i migliori secondo il mio parere ed un altro elenco chiamato semplicemente "altri" dove ho citato quei dischi che potrebbero essere rivalutati meglio sia da me, che da te. Spero tutto ciò possa servire per nuovi e nuovi ascolti, nuovi sorrisi, lacrime e meditazioni. Buon coito sonico.
1. Motorpsycho - Heavy Metal Fruit
2. The Black Angels - Phosphene Dream
3. The Besnard Lakes - The Besnard Lakes Are The Roaring Night
4. Beach House - Teen Dream
5. Forest Swords - Dagger Paths
6. Liars - Sisterworld
7. Samuel Katarro - The Halfduck Mistery
8. Tame Impala - Innerspeaker
9. Four Tet - There Is Love In You
10. Massimo Volume - Cattive Abitudini
11. K-X-P - K-X-P
12. The Alps - Le Voyage
13. Arcade Fire - The Suburbs
14. Deerhunter - Halycon Digest
15. Black Mountain - Wilderness Heart
Altri:
Crocodiles - Sleep Forever
Mogwai - Special Moves
Women - Public Strain
Neu - '86
Holy Fuck - Latin
The Psychedelic Sounds Of The Sonic Cathedral - A Tribute to
13th Floor Elevators
Tweak Bird - Tweak Bird
Vex'd - Cloud Seed
Crippled Black Phoenix - I, Vigilante
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